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Fototerapia UVB 308 nm

L'uso delle radiazioni ultraviolette di tipo B nella terapia per la cura della vitiligine è relativamente recente, ed è considerato in generale il miglior trattamento per la vitiligine.
Il successo dell'uso dei raggi UVB è probabilmente dovuto alla diretta interazione di questi raggi con i melanociti, cheratinociti e il sistema immunitario della pelle.
 La vitiligine è caratterizzata da una selettiva distribuzione dei melanociti, e la causa è ancora sconosciuta, ma è considerato in gran misura un processo autoimmune. La repigmentazione quando essa avviene comincia generalmente vicino al bulbo pilifero, dove i melanociti una volta stimolati cominciano a riprodurre melanina, e questa arrivando in superficie forma dei piccoli gettoni con la colorazione della pelle normale.
La proliferazione dei melanociti sembra essere indotta da varie citochine e mediatori infiammatori. Tali mediatori sono incrementati dopo l'irradiazione con raggi UVB, suggerendo un possibile meccanismo di repigmentazione indotto dai medesimi raggi. Normalmente l’esposizione a raggi UVB viene associata all’assunzione di capsule di L-fenilalanina aminoacido essenziale che ha la particolarità di stimolare l’attività dei melanociti.